Io non lavoro per loro

PILLOLE DI FELICITÁ OGGI
Il mondo di oggi, quello che ci entra negli occhi attraverso lo schermo delle tv pagate a rate, é quello della creazione ad arte di necessitá che non abbiamo. Quello che ci vende non piú prodotti, ma di stili di vita. E lo fa promettendoci una felicitá immediata, indolore. Una felicitá legata a doppio filo a pretensioni materiali da quattro soldi, superficiali.

CICLO LAVORO-SPENDO-PIANGO
Ma la felicitá degli schermi resta quella che é sempre stata: una chimera irreale. Irraggiungibile. Eppure cosí vicina da sembrare a portata di mano! Sempre lí, appena un passo avanti a noi… é cosí che la radice del problema rimane nascosta sotto un terriccio di insicurezza e autoflagellazione: sará colpa nostra, pensiamo. L’illusione vince di nuovo, ed eccoci determinati a lavorare ancora di piú, per comprare ancora di piú e provarci ancora una volta. Instancabili. Ma il cerchio non si chiude mai e siamo costretti a perpetrare lo stesso inganno materialista giorno dopo giorno. Stretti nella morsa del comprare, dell’avere per essere, ci rimane sempre meno tempo per noi. E per quello che conta per davvero.

L’INGANNO
Ma il mondo vero non é questo. La felicitá non si compra. E chi ce la vende, questo, lo sa bene. L’inganno sta proprio qui: nello sfruttare l’innata aspirazione di chiunque a cercare la propria felicitá per vendercene una preconfezionata. Uguale per tutti. Fatta – invece che di relazioni umane, di emozioni, di momenti – di cose. Ed é un inganno molto, molto proficuo.

É un inganno orchestrato ad arte da quegli stessi conglomerati di potere che ne traggono profitto. Quelli che si formano fagocitando migliaia di piccole attivitá. Un processo fisiologico in una societá retta dalle regole della competizione predatoria di stampo capitalistico, dove il pesce grosso mangia sempre quello piccolo. Sono i grandi gruppi industriali, commerciali e finanziari. Le multinazionali, che valicano i confini stessi della nostra percezione, quelle del territorio cui apparteniamo, rendendosi di fatto invisibili ai nostri occhi. Ma mantenendo sull’etichetta la stessa faccia rassicurante, lo stesso slogan familiare, la stessa firma conosciuta.

É un inganno che gestiscono attraverso la propaganda dei media. Entrando nelle nostre teste con pubblicitá studiate nel minimo particolare per fare presa sulla nostra parte irrazionale. Appellandosi al nostro, genuino, desiderio di felicitá.

Ed é un inganno evidente soprattutto a Natale. Che siate religiosi o no, il Natale resta un momento speciale. Lo é per quell’aria frizzante, per quell’atmosfera che annuncia calore, condivisione, unione. Il Natale sono le luci che riscaldano la notte, sono le decorazioni che rendono il mondo un po’ piú colorato, é il calore del camino e delle candele. Il Natale é la magia dell’attesa. Dell’attesa di un momento di felicitá. Lo é sin da quando siamo bambini, per questo é tanto radicato in noi. Quando ci si riuniva a celebrare il fatto stesso che fossimo lí, piú che qualsiasi altra cosa. Anche piú dei regali. I regali facevano piacere, certo. Ma dopotutto erano cosí belli proprio per quella magia che li avvolgeva. Perché fatti col cuore, non con la fretta dell’obbligo. Perché te li regalava qualcuno di speciale, non uno chiunque. Perché li aprivi davanti a tutti e con loro li condividevi. La felicitá, si sa, esiste solo quando é condivisa.

Ma ormai le luci servono piú che altro ad attirare gli sguardi sulle vetrine. I colori di Babbo Natale sono quelli della cocacola e l’unica attesa che resta é quella di contare chi ha ricevuti piú regali. E allora tutti a spendere. E, per poterlo fare, tutti a lavorare le ore extra.

VITTIME O COMPLICI?
Ma pensateci un momento: voi davvero lavorate per questo? Ossia, ogni giorno, quando vi alzate per andare a spendere la maggior parte della vostra vita facendo quell’insieme di cose che chiamiamo lavoro, perché lo fate? Per alimentare un circolo di illusioni che beneficiano i pochi che lo controllano, impoverendo tutti gli altri ad ogni livello? Materialmente, spiritualmente, emozionalmente. Il fatto é che giocando secondo le regole imposte da questi signori, quelle del consumismo compulsivo, state in realtá letteralmente lavorando per loro. State lavorando per comprare cose che non vi servono né vi renderanno piú felici, ma che inevitabilmente andranno a rimpinguare le loro casse. E ad aumentare il loro potere di manipolarvi.

Ed é per questo allora che, soprattutto in un periodo come questo, bisogna avere il coraggio di gridare che no, IO NON LAVORO PER LORO. Se il Natale ha ancora un senso, non é quello che mi vogliono vendere.

E ALLORA?
E allora restituiamoci la dignitá che ci hanno rubato. La dignitá di decidere per noi, la dignitá di spendere il nostro tempo come meglio crediamo, la dignitá di poter regalare col cuore. Perché ogni regalo possa tornare ad essere quello che é: un dono. Non una contropartita economica del valore affettivo di una relazione. Non una pura convenzione sociale di questo periodo dell’anno.

E allora vi offriamo qui un posto dove poter condividere i vostri pensieri e le vostre idee a riguardo, ma anche e soprattutto i vostri suggerimenti pratici su come interrompere questo inganno. Su come mantenere il frutto del nostro lavoro lontano dai grandi pesci predatori, ad alimentare la vitalitá e la tipicitá della nostra comunitá locale. Quella che conosciamo. Quella delle mille attivitá variopinte e irregolari, colorate e con carattere. Quelle che incorpano l’anima di chi le mantiene in moto, ma senza avergliela rubata.

E allora favoriamo i prodotti a km0, di artigianato locale, i prodotti alimentari tipici. Ma anche i prodotti biologici e da commercio equo-solidale: rispettosi dell’ambiente, della nostra salute e dei diritti di chi li produce.

Conoscendo le regole del gioco possiamo giocarci le nostre carte. Consumiamo quel che serve, consumiamo bene. Il consumo consapevole é la nostra vera forza. E loro lo sanno. Per questo lo temono. É con gesti e atteggiamenti come questi che possiamo davvero fare la differenza.

Noi crediamo che sia il momento giusto per iniziare. Piú siamo, piú forte arriverá la nostra voce.

A partire da questo Natale, IO NON LAVORO PER LORO. Facciamo la nostra scelta, il mondo ci seguirá.

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Una risposta a “Io non lavoro per loro

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